CONOSCERE

Il trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e il Trattato sull’Unione Europea, i due trattati fondamentali dell’UE, elencano una serie di requisiti nel campo dei diritti sociali, compreso l’obiettivo generale di proteggere i diritti sociali e l’obbligo di migliorare le condizioni di lavoro e la sanità pubblica e di combattere l’esclusione sociale.

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea contiene i diritti alla previdenza sociale, indennità di disoccupazione, pensione, sussidio di locazione e sanità, in alcune circostanze. La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo non si estende ai diritti sociali; tuttavia, la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha emesso alcune sentenze riguardanti i diritti sociali in riferimento ad altri diritti, ad esempio il diritto alla vita familiare e la proibizione della tortura.

Sono comunque le legislazioni nazionali a decidere chi può ottenere le protezioni e i benefici sociali, mentre il diritto della UE si concentra sull’armonizzazione e sulla garanzia di un trattamento ugualitario per i cittadini UE quando accedono ai diritti sociali in un Paese diverso dal Paese di loro nazionalità.

In molti Paesi europei i diritti e le protezioni sociali sono stati colpiti in maniera molto negativa dalla crisi finanziaria e dalle misure di austerità che molti Paesi europei hanno introdotto dal 2009.

Una relazione del 2015 preparata per il Parlamento Europeo ha concluso che le misure di austerità nell’UE hanno un impatto fondamentalmente negativo sulla protezione sia dei diritti economici, sociali e culturali, che dei diritti civili e politici.

La relazione afferma che in Grecia, Irlanda, Italia, Spagna, Portogallo e Cipro sono aumentati gli impieghi part-time, gli impieghi temporanei e le ore di lavoro, mentre sono diminuiti i posti di lavoro, la protezione contro la disoccupazione e i salari. Tutto ciò ha avuto un forte impatto sul diritto di trovare e rimanere in un impiego con condizioni dignitose, particolarmente per donne, giovani lavoratori, disabili, migranti, Pavee (popolazione nomade presente in Irlanda e Regno Unito), lavoratori sottopagati, pensionati e single.

Inoltre, alcune misure adottate nel campo educativo, come la riduzione del numero di insegnanti e di scuole e la limitazione di alcuni servizi per gruppi vulnerabili, come ad esempio per bambini disabili, bambini appartenenti alla comunità Rom e figli di migranti, hanno avuto risultati negativi sulla realizzazione del diritto all’educazione.

Secondo la relazione, le misure di austerità introdotte in questi Paesi, soprattutto Grecia e Cipro, hanno colpito negativamente il diritto alla sanità e ridotto l’accesso ai servizi medici (compresa la medicina preventiva), aumentato i costi e i tempi di attesa e portato a carenza nelle scorte di medicinali. La relazione evidenzia come persone povere e senza fissa dimora, anziani, disabili e le loro famiglie, donne e migranti senza documenti sono tra i gruppi più colpiti da queste misure.

Anche le pensioni hanno risentito delle misure di austerità secondo la relazione, soprattutto per la diminuzione della spesa pubblica per le pensioni e la diminuzione dello standard di vita per i pensionati.

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CAPIRE

Il Trattato sull’Unione Europea (TUE) stabilisce nell’articolo 3 che l’Unione deve combattere l’esclusione sociale e la discriminazione, promuovere la giustizia e la protezione sociale, l’uguaglianza tra donne e uomini e la solidarietà tra le generazioni.

Il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) stabilisce nel suo articolo 151 che l’Unione ed i suoi membri hanno come obiettivo la promozione dell’occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro parificazione nel progresso, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l’emarginazione.

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea contiene il riconoscimento del diritto alla previdenza sociale e ai benefici di assistenza sociale compresi maternità, indennità di disoccupazione e pensioni per tutti i cittadini UE indipendentemente dal luogo di residenza, nel rispetto delle leggi UE e nazionali. Sono inoltre compresi i diritti all’assistenza sociale e di locazione per tutti coloro che non dispongono di risorse sufficienti, l’accesso alla medicina preventiva e al trattamento medico.

Tuttavia, nonostante gli articoli dei trattati e della Carta elencati qui sopra, i regolamenti e le direttive UE (leggi) non hanno tradotto questi principi in legislazioni dettagliate e vincolanti per gli Stati membri, né le istituzioni UE hanno riferito casi al sistema giudiziario per implementare tali diritti. Questi ambiti sono lasciati quasi interamente ai governi nazionali, mentre l’UE concentra i suoi sforzi nell’assicurarsi che non si verifichino discriminazioni basate sulla nazionalità in materia di impiego e accesso alla previdenza sociale negli Stati membri, e nell’emanazione di politiche e piani di azione per promuovere la protezione di questi diritti.

Condizioni di lavoro dignitose e protezione contro la disoccupazione

L’articolo 153 del TFUE stabilisce obblighi specifici per l’Unione per quanto riguarda l’implementazione dell’articolo 151: il miglioramento delle condizioni di lavoro e della previdenza sociale, il miglioramento delle condizioni per i cittadini non-UE e la lotta all’esclusione sociale. La Carta dei diritti fondamentali elenca negli articoli 27-31 e 34 una serie di diritti dei lavoratori che comprendono il diritto ad essere informato e consultato sul posto di lavoro, il diritto alla contrattazione collettiva, alla protezione dal licenziamento senza giusta causa e a condizioni di lavoro giuste ed eque che includano un numero massimo di ore di lavoro, un riposo giornaliero e settimanale e ferie annuali retribuite. È inoltre compreso il diritto alla previdenza sociale in caso di perdita di impiego.

Secondo i regolamenti europei, quando un cittadino UE si sposta da uno Stato membro ad un altro, ha diritto alle stesse indennità di disoccupazione dei cittadini di nazionalità dello Stato membro. Ci sono regole diverse in ogni Stato membro sulla durata di impiego necessaria prima di poter richiedere l’indennità di disoccupazione, tuttavia gli Stati membri sono obbligati a considerare anche i periodi di impiego in altri Stati UE quando calcolano questo periodo. I regolamenti UE consentono inoltre ai cittadini di continuare a ricevere le indennità di disoccupazione per 3-6 mesi in un altro Stato membro UE mentre cercano un lavoro in quello Stato.

Non esistono però regolamenti europei dedicati alla riduzione della disoccupazione, dell’occupazione precaria e dei lavori poco pagati nell’UE, tutte problematiche rilevanti per la realizzazione del diritto a condizioni di lavoro giuste e dignitose.

Secondo i dati di Eurostat aggiornati a maggio 2015, il tasso di disoccupazione è del 9,6% nella UE-28 e del 10,3% nella zona euro. La disoccupazione giovanile (sotto i 25 anni) ha raggiunto il 20,6% nella UE-28 e il 22,1% nella zona euro. Tuttavia, i tassi di disoccupazione giovanile hanno raggiunto in Grecia il 49,7%, in Spagna il 49,3%, in Croazia il 43,6% e in Italia il 41,5%.

Una relazione del 2012 preparata per la Commissione Europea ha evidenziato un aumento del precariato, soprattutto del lavoro a tempo parziale involontario e di contratti a tempo determinato in tutti e 12 gli Stati membri oggetto di analisi, compresi membri di lunga data e nuovi. Viene notato inoltre un aumento del lavoro informale in Grecia, Spagna, Italia, Lettonia e Bulgaria e dell’uso di agenzie per il lavoro a termine, che creano un intermediario tra l’impiegato e il datore di lavoro. I settori alberghiero, delle costruzioni, agricolo, del commercio al dettaglio e delle pulizie sembrano essere i principali settori che impiegano in maniera precaria un gran numero di persone; le persone più a rischio di impiego precario sono migranti senza documenti, donne e lavoratori giovani.

Sanità

L’articolo 168 del TFUE richiede agli Stati membri di intraprendere azioni mirate al miglioramento della sanità pubblica e l’articolo 35 della Carta dei diritti fondamentali include il diritto di accesso alla medicina preventiva e il diritto di poter beneficiare di cure mediche secondo le condizioni stabilite da leggi e prassi nazionali.

L’UE non interviene in maniera diretta per stabilire politiche di sanità nazionale, ma assume invece un ruolo di coordinazione per assicurarsi che i cittadini UE siano protetti con le stesse condizioni dei cittadini di un altro Stato quando esercitano il loro diritto di libertà di movimento e si stabiliscono in un altro Stato membro.

Il Consiglio europeo ha manifestato nel 2014 la sua preoccupazione nel notare che la crisi finanziaria ha colpito la capacità degli Stati UE di fornire l’accesso alla sanità e protezione sociale, soprattutto considerando l’articolo 168 del TFUE. Oltre ai problemi già identificati dalla relazione al Parlamento Europeo (vedi sopra), una relazione del 2014 di EuroFound ha evidenziato come le misure di austerità stanno creando nuovi gruppi vulnerabili ad una sanità di scarsa qualità, a causa di un aumento della disoccupazione, a modifiche del sistema e ad un aumento della discriminazione e xenofobia. La relazione riporta inoltre che i tagli ad una parte dei servizi del sistema sanitario hanno portato a logoramenti in altri: ad esempio, le famiglie non hanno più la capacità di prendersi cura dei loro cari in casa e si richiede quindi un maggior uso di cure ospedaliere, oppure si verifica un uso maggiore delle cure di emergenza come opzione più economica o più facilmente disponibile che una visita dal medico di base.

Educazione

Il TFUE stabilisce nell’articolo 165(1) che la Comunità deve contribuire allo sviluppo di un’educazione di qualità incoraggiando la cooperazione tra gli Stati membri e in caso di necessità fornendo supporto e integrando le azioni nazionali. Tuttavia, è garantito un pieno rispetto per la responsabilità di ogni Stato membro per i contenuti dell’insegnamento, l’organizzazione dei sistemi educativi e la diversità culturale e linguistica. La Carta dei diritti fondamentali stabilisce nell’articolo 14 il diritto di ognuno ad avere un’educazione e di accedere a formazioni professionali e continue.

Come nelle altre aree discusse in questo documento, l’UE non ha introdotto regolamenti nel campo educativo per influenzare le politiche nazionali, ma si è piuttosto concentrata sulla coordinazione della mobilità nel campo educativo e sullo sviluppo delle politiche educative in tal campo negli Stati membri. Ciò comprende ad esempio il programma ERASMUS, la garanzia che gli Stati membri non discriminino sulla base della nazionalità nel campo educativo tra i cittadini UE e il riconoscimento delle qualifiche tra i diversi Stati membri.

Oltre ai problemi già menzionati dalla relazione per il Parlamento Europeo (vedi sopra) per quanto riguarda l’implementazione del diritto all’educazione, dal 2008 in molti Stati membri UE sono stati effettuati tagli dei fondi disponibili per le università e sono aumentate le tasse universitarie.

Pensioni

La Carta dei diritti fondamentali riconosce nell’articolo 34 il diritto a ricevere benefici di previdenza sociale e servizi sociali che offrano protezione durante la vecchiaia. L’UE ha introdotto una serie di regolamenti per specificare come coloro che hanno lavorato in più di uno Stato UE possano riscuotere la pensione e come si possa riscuotere la pensione in un altro Stato UE. Tuttavia, l’UE non interviene in maniera diretta nelle regolamentazioni nazionali delle pensioni.

Materiale educativo

Materiale educativo

CITIZENS MANIFESTO

Nel 2013 European Alternatives ha raccolto le preoccupazioni e le proposte dei cittadini di tutta Europa in una serie di proposte.

INell’area dei diritti sociali e lavorativi, raccomandiamo all’UE di:

– Introdurre regolamentazioni per il controllo e il pagamento dei tirocini

– Introdurre uno stipendio minimo obbligatorio in tutta l’UE basato sul costo della vita sul luogo di lavoro

– Rendere obbligatoria la Garanzia per i giovani per tutti gli Stati membri UE

– Promuovere l’accesso egualitario all’educazione per tutti e creare un sistema di prestiti e borse di studio in tutta l’UE per l’educazione universitaria

– Garantire indennità di disoccupazione e sociali minime per tutte le persone disoccupate nella UE

– Garantire un livello universale di pensioni che consentano delle condizioni di vita dignitose

– Introdurre un salario minimo universale

– Garantire i diritti sociali fondamentali (condizioni di vita dignitose, accesso alla sanità, abitazione e cibo)

Leggi il Manifesto dei cittadini qui, pag. 22 – 43.

CASI DI STUDIO

Educazione religiosa nelle scuole

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